
Fonte (www.nextplay.it)
Dopo 36 anni di onorata carriera con all'attivo ben 31 album tra studio, live e raccolte varie, Franco Battiato dà alla luce "Il vuoto", nove tracce in cui riprende il discorso interrotto con l'ottimo "Dieci stratagemmi". Così come nel lavoro precedente, il cantautore siciliano sembra fare il punto della situazione attuale, descrivendo un mondo dominato da un costante senso di disagio, tra patologie artificiali (il singolo "Il vuoto" appunto) e la banalità del quotidiano ("I giorni della monotonia"). Bastano però gli splendidi affreschi pastorali di "Tiepido Aprile", il richiamo ai lieder ottocenteschi tanto omaggiati in passato di "Era l'inizio della primavera", e ancora il romanticismo di "Aspettando l'estate", per rifugiarsi temporaneamente dall'iniziale senso di alienazione. "The game is over" ricorda i migliori Bluvertigo, dove gli echi orientali sembrano voler dare una risposta a un interrogativo ricorrente ("Dov'è che stiamo andando?"). Gli ultimi due capitoli hanno il compito di completare la catarsi iniziata con "Niente è come sembra" (celebre monito buddhista), rivelando l'anima più trascendente di Battiato : mentre mostra i lati peggiori di una realtà che si sta perdendo in tanti piccoli "vuoti", c'è sempre tempo per ricordarci che "il cielo è primordialmente puro ed immutabile, mentre le nubi sono temporanee"…
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