
Fonte (www.nextplay.it)
E’ un Rob Cohen rilassatissimo ed in piena forma quello che ci accoglie al tavolo allestito per l’occasione all’hotel Eden di Roma…
Innanzitutto è doveroso un commento riguardo il risultato ottenuto dal suo film al Box Office qui in Italia. Ha superato anche due mostri sacri come Al Pacino e Robert De Niro…
E’ una grandissima soddisfazione. Ho tre gemelli che sono per metà italiani e commento questo risultato eccezionale al box office con una punta d’orgoglio. Lasciando stare le chiacchiere devo dire che ho veramente apprezzato il film della super coppia. La mia Mummia però è soprattutto un film che diverte e deve essere anche visto in quest’ottica. Fare paragoni con “Sfida senza regole” potrebbe risultare alquanto fuori luogo.
Questo terzo capitolo si richiama spesso ai classici film d’azione orientali, ossìa gli “Hong Kong Movies”…
Esattamente. Mi hanno influenzato molto nella realizzazione della pellicola. C’è molta più libertà d’azione rispetto alla cinematografia americana, dove i colpi sono estremamente prevedibili e programmati secondo i clichè del genere. Gli “Hong Kong Movies” rappresentano una forma d’espressione molto più reale ed efficace, basti pensare al dinamismo estremo presente nei film di Jackie Chan.
Jason Scott Lee, Vin Diesel, Jet Li. Su che basi avviene la scelta degli attori?
Il ruolo dell’attore di film d’azione è una cosa incredibilmente delicata. Deve fare proprie due dimensioni: l’una attoriale e recitativa, l’altra principalmente fisica e dinamica. Pochi attori possiedono queste capacità e per fortuna penso di avere scelto sempre persone degne di questo doppio ruolo. Se poi si è alla ricerca di personaggi femminili che abbiano queste caratteristiche allora diventa un’impresa troppo ardua.
Da “Fast and Furious” alla “Mummia”. Che evoluzione hanno attraversato i suoi film?
Senza dubbio direi gli effetti speciali. Il numero di scene in cui sono presenti è cresciuto vertiginosamente. Questo terzo capitolo della Mummia rappresenta il film con più effetti speciali. In questo genere di pellicole più è complesso l’intreccio narrativo e più ci si affida all’ausilio dei visual effects.
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| Ha mai pensato di dedicarsi ad un progetto meno “oneroso” di quelli realizzati in precedenza? Per prima cosa ho in mente di fare un sequel di “XXX” con Vin Diesel, avendo concepito sin dall’inizio la storia come un concept in due parti. Sarà in una forma ridimensionata rispetto al mio primo capitolo e soprattutto a quello con Ice Cube che è stato a mio avviso un grossissimo flop dal punto di vista artistico. Avrà delle caratteristiche simili a “Bourne Identity” per intenderci. In secondo luogo sto scrivendo un “family film” dedicato principalmente alle famiglie in generale: ovviamente l’ispirazione è arrivata senza dubbio dai miei tre splendidi gemelli. Il finale del film accenna ad un ritrovamento di mummie in Perù. Ci si aspetta almeno un altro sequel… Sì, sarebbe una cosa ancora più naturale dell’ambientazione in Cina. In oriente le mummie non hanno una storia, appartengono a delle culture lontanissime. In Perù invece la mummificazione è una pratica conosciutissima e praticata da molti secoli, rappresenterebbe un’ambientazione molto realistica ed efficace dal mio punto di vista. Vediamo a chi verrà affidato… su questo non posso dare certezze di alcun tipo, dovreste parlarne con la Universal… Il governo cinese ha preteso alcune “attenzioni” riguardo all’uscita del film… Per prima cosa ha voluto che l’Imperatore Dragone non fosse chiamato col vero nome del primo imperatore cinese Qin Shi Huang, richiesta che si riconduce alla principale volontà del ministero cinese, ossìa il sottolineare fortemente che la storia trattasse argomenti di pura fantasia (il tema dei fantasmi è visto come un grosso tabù da quelle parti. NDR.). Infine ci ha chiesto di non rappresentare la Grande Muraglia conferendole caratteri troppo moderni, bensì di ritornare all’immagine di secoli e secoli fa, rispettando la tradizione tanto cara al popolo cinese. Dopo aver girato un video dei “Rammstein” e aver realizzato “Rat Pack” ( film televisivo sulle gesta di Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis), pensa di occuparsi di altri progetti che riguardino il mondo musicale? Se mi occuperò di qualsiasi progetto che possa avere come base il mondo della musica, mi terrò bene alla larga dal rappresentare il solito clichè dell’ascesa e della immancabile caduta della rockstar di turno… Il tema dell’autodistruzione e della vita dissoluta fatta di droghe e ribellione ormai è trito e ritrito, basti pensare al recente “Walkhard”… Eplorerei invece tutti gli altri aspetti del mondo musicale. | |
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