giovedì 14 maggio 2009

Articolo Cinema - "Iron Man"





Fonte(www.nextplay.it)


Realizzare un adattamento cinematografico di un fumetto Marvel è cosa ardua si sa, si rischia di deludere in primo luogo gli appassionati e i fans più incalliti oppure di proporre un prodotto privo di interesse impelagandosi in questioni riguardanti verosimiglianza e fedeltà traspositiva. Immaginiamoci poi se il personaggio in questione non abbia mai beneficiato di attenzioni da parte di alcuna produzione hollywoodiana e si debba fare i conti con un’evoluzione psicologica e stilistica enorme, affrontata gradualmente in circa 600 numeri di fumetto.

Appare allora convincente l’idea di Jon Favreau e della coppia di sceneggiatori Fergus-Ostby, Marcum-Holloway, di occuparsi della nascita di Iron Man. Se nel fumetto di Stan Lee il miliardario Tony Stark testava le sue potentissime armi in Vietnam, la pellicola traspone il tutto in un decisamente più odierno Iraq, dove il titolare della Stark Industries si trova ostaggio di alcuni guerriglieri che gli ordinano di costruire per loro la sua ultima devastante creazione militare. E’ proprio lì che Tony darà vita alla potentissima armatura che gli permetterà di sfuggire ai suoi sequestratori, un Iron Man ancora grezzo ma efficacissimo ed incredibilmente fedele al disegno originale. Come già accennato, il profilo psicologico del personaggio ha subìto decine e decine di variazioni nel corso del tempo, arrivando verso la fine degli anni ’80 al rifiuto di considerare ancora la Stark Industries una macchina da guerra. La sostanziale conversione “pacifista” (dettata in primo luogo dall’esperienza vissuta in Iraq in mezzo a ordigni costruiti proprio dalla sua industria bellica) e i relativi dissidi interni provenienti dalla coscienza di un Tony ormai deciso a lasciarsi alle spalle l’esempio paterno, sono elementi che Favreau inserisce in una storia che indubbiamente porta con sé alcune pecche narrative, scadendo a volte in banali e troppo affrettate semplificazioni. Per chi si aspettasse esplosioni adrenaliniche a getto continuo e combattimenti senza esclusione di colpi bisogna dire che gli episodi di azione non saturano le due ore di pellicola, bensì vengono distribuiti insieme a tanta comicità (cosa che farà apprezzare il film anche ai “non addetti ai lavori”).
Robert Downey Jr. viaggia ad altissimi livelli (una menzione particolarmente positiva è da riservare alle esilaranti prove tecniche nella elaborazione della “pacchiana” armatura giallorossa) e viene difficile pensare ad un altro attore per il ruolo da protagonista (la scelta era ricaduta su Tom Cruise che ha poi rinunciato), presenza scenica perfetta, carisma e tempi comici da attore navigato nonchè impersonificazione totale in Tony Stark (da segnalare anche l’anomala eppur intrigante interpretazione di Jeff Bridges-Obadiah Stane, mentre lascia un po’ a desiderare la Paltrow-Pepper Potts che tuttavia si salva grazie al suo incredibile fascino). Se come dicevamo gli elementi di comicità e i dialoghi ben curati saranno bene accetti da coloro che lettori di Iron Man non sono affatto, non rimarranno a bocca asciutta nemmeno i fans. L’elemento fumettistico infatti è molto ben curato, toccando l’apice massimo nella perfetta ricostruzione delle armature e negli episodi prettamente da action movie con effetti speciali degni dei migliori capitoli Marvel. Il finale getta basi più che fondate sulla preparazione di un sequel quanto mai necessario vista la mole di spunti che il personaggio suggerisce e, come recitano gli stessi distributori della pellicola, per ora godetevi due ore di “puro intrattenimento Marvel”.

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