mercoledì 3 giugno 2009

Articolo Musica - Nick Drake "Five leaves left"




















Fonte (www.nextplay.it)

L'anno d'uscita è il '69. E' facile allora pensare a Woodstock, primo evento ad avvicinare definitivamente il rock ad un pubblico di massa, oppure all'esplosione di quell'hard rock inglese che sarà idolatrato da migliaia di "headbangers" (il trio magico "Led Zeppelin", "Black Sabbath" e "Deep Purple"), senza dimenticare "Abbey Road", ultimo vero disco dei Beatles, autentici maestri in fatto di successo e fama pop. Invece al posto della sconfinata fattoria di Bethel, invasa da cinquecentomila persone in nome del "peace and love" e della voglia di rivoluzionare un mondo intero, bisogna spostarsi a sud di Birmingham, nel tranquillo villaggio di Tanworth in Arden, un paesaggio bucolico quasi incontaminato dove Nick passa la sua infanzia e la sua tarda adolescenza a contatto con la natura, mentre ai singoli e alle scalate da classifica dei "Fab Four" fa da contraltare una vita lontana dai riflettori e dagli eccessi (non esiste alcun video di qualsivoglia canzone nè tantomeno è mai stato pubblicato un singolo) con la costante dell'incapacità comunicativa di un mondo interiore fin troppo sensibile e tormentato. Una tappa cruciale è l'esibizione di Drake ad un piccolo concerto di beneficenza alla RoundHouse di Londra, dove il bassista dei "Fairport Convention" Ashley Hutchings, mentre vaga fra il pubblico, viene attratto dal carisma e dalla personalità di questo diciannovenne al punto da affermare : "Strideva piacevolmente con quello che succedeva a quei tempi.Era un'epoca di eccessi e lui si esibiva con una estrema semplicità." Lo segnala al suo produttore Joe Boyd a fine serata, il quale dopo aver ascoltato un demo di quattro tracce, non esita a proporgli un contratto discografico. Nell'estate del '68 iniziano le registrazioni di "Five Leaves Left", esordio assoluto a soli ventanni. Il giovanissimo Nick si dedica anima e corpo alla realizzazione dell'album, coadiuvato dall'esperto tecnico del suono John Wood e dal suo produttore che gli consiglia Richard Hewson come arrangiatore dei pezzi.

Drake sa che l'arrangiamento dei suoi brani, eseguiti chitarra e voce, è fondamentale alla riuscita del sound che ha in mente, per questo licenzia Hewson chiamando il suo vecchio compagno di college Robert Kirby, anche lui nemmeno ventanni e assoluto esordiente, capace però di assecondare al meglio il talento di Nick. La registrazione di "Five Leaves Left" dura circa un anno e Kirby lavora in maniera maniacale insieme ad una sezione d'archi di quindici elementi, arrangiando alla perfezione l'ossatura di ogni singola canzone. Quando si ascolta per la prima volta la voce di Drake, si rimane in qualche modo piacevolmente schockati. La delicatezza del suo timbro sembra accarezzare tutto ciò che lo accompagna : è come fare un viaggio fra i colori tenui e impalpabili che solo certi luoghi come la campagna in cui è cresciuto possono avere. I colori e gli elementi naturali si ritrovano spesso all'interno delle immagini evocate dai suoi testi, ad esempio citando "Way to blue" : "Have you seen the land living by the breeze, can you understand a light among the trees, tell us all today if you know the way to blue". Le tematiche riflettono le difficoltà nel rendere partecipi gli altri del suo immenso universo emozionale, trovando unico rifugio nel mezzo espressivo più funzionale (le canzoni) e nella narrazione di storie legate indissolubilmente al suo passato. In "Cello Song" la forza delle immagini è ingenuamente affascinante : "while the earth sinks to its grave, you sail to the sky on the crest of a wave", mentre nella conclusiva "Saturday Sun" il sole arriva senza avvisare e la gente colta di sorpresa si trova in un dolce imbarazzo non sapendo cosa fare : "Saturday sun came early one morning, in a sky so clear and blue, saturday sun came without warning so no-one knew what to do."

Appena uscito, il disco non ha avuto un gran successo commerciale (il mercato di allora era in fibrillazione per tutto ciò che suonasse "dannatamente" rock). Pur esibendosi di spalla ai "Fairport Convention" e riscuotendo una grande approvazione dal pubblico, Nick abbandona frettolosamente il palco, dimostrando un palese disagio riguardo le performance live : al rumore dei fans che urlano e sbraitano all'interno di location troppo dispersive, preferisce uno sgabello, una chitarra e qualche amico (qualche anno più tardi si chiuderà in un vero e proprio isolamento). Questi tratti assoluti del suo essere andranno via via estremizzandosi trovando la loro perfetta collocazione nel suo terzo album "Pink Moon", datato 1972, suo indiscutibile capolavoro ed espressione unica di questo dramma esistenziale. Lascia scorgere quella che sarebbe potuta essere la sua incredibile evoluzione musicale, se solo non avesse trovato a soli 26 anni il tragico epilogo. In vita pochi si accorsero del suo talento cristallino mentre oggi è considerato uno dei più rivoluzionari songwriter mai esistiti, vantando schiere di ammiratori e fans travolti da una passione che definire viscerale è un eufemismo. D'altronde come profetizzava Nick in "Fruit Tree" : " Fame is but a fruit tree so very unsound, it can never flourish till its stalk is in the ground. So men of fame can never find a way, till time has flown far from their dying day".

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